Origini evolutive e conclusioni da trarne

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Origini evolutive e conclusioni da trarne 2016-10-12T18:46:49+00:00

Origini evolutive e conclusioni da trarne

Il gatto

Il nostro gatto domestico discende dal gatto selvatico che fu addomesticato ca. 2500 anni a.C.. La base nutritiva del gatto selvatico è costituita da prede, piccoli roditori e  altri animali simili. Il gatto è quindi un animale carnivoro e il suo apparato digerente è predisposto per la digestione di prede animali. Non è quindi né un onnivoro, né un erbivoro!

In natura il gatto assume frumento solo se in versione predigerita, in altre parole alimentandosi delle interiora della sua preda. Anche la frequenza con cui il gatto si nutre è completamente diversa da quella di altri animali o dall’uomo! Noi esseri umani mangiamo dalle 3 alle 6 volte al giorno, mentre un gatto in natura si alimenta assumendo piccoli porzioni fino a 16 volte durante il periodo notte-giorno. Oltre ai piccoli roditori, il menu prevede anche bocconi di piccole dimensioni come insetti. Partendo da queste informazioni e paragonano le abitudini del gatto a quelle dell’essere umano, capiamo che l’apparato digestivo del gatto funziona in modo completamente diverso.

Inoltre il gatto divora la sua preda il più veloce possibile, poiché in natura altri concorrenti potrebbero appropriarsi della preda cacciata. Per tale motivo il gatto non usa masticare il proprio cibo per molto tempo. Noi esseri umani possediamo enzimi salivari che permettono di iniziare immediatamente con l’estrazione delle sostanze nutritive in modo da poterle in parte già assimilare attraverso la mucosa orale. Al contrario, la digestione del gatto inizia solo all’interno dello stomaco.

Come i suoi progenitori, anche il gatto tenuto in casa ha bisogno di libero accesso al suo cibo. Per un’alimentazione corretta l’animale deve essere in grado di nutrirsi a ogni ora del giorno e della notte. Infatti, se ne ha la possibilità, anche il gatto domestico si nutre molto spesso e a porzioni più moderate. Un gatto che si nutre solo 2 o 3 volte al giorno è paragonabile a un essere umano che si alimenta solo una volta ogni 14 giorni. Naturalmente anche noi in tal caso mangeremmo il più possibile senza morire di fame. Il nostro corpo però ne soffrirebbe e sarebbe solo una questione di tempo prima di notare i primi sintomi di gravi problemi di salute.

Il cane

I nostri cani discendono dal lupo! Questo fatto è scientificamente provato e la differenza nel DNA di lupo e cane è del solo 0,2%. Studi genetici hanno dimostrato che il lupo fu addomesticato a cane domestico 135 000 anni fa, ma il comportamento alimentare non è cambiato da allora! In natura il lupo può sopravvivere fino a 34 giorni senza assumere cibo e non è assolutamente abituato a nutrirsi più volte al giorno. Il suo apparato digestivo ne funziona di conseguenza. Il lupo divora la sua preda velocemente e crea riserve per il futuro incerto. Il suo comportamento alimentare segue la formula “chi più mangia in breve tempo, più a lungo vive”!

Il lupo si alimenta in branco seguendo un principio gerarchico. La parte che riesce ad arraffarsi deve spesso bastagli per parecchio tempo.  I primi a consumare il pasto sono gli animali dominanti, che così ottengono le parti più nutrienti, preferibilmente lo stomaco e il tratto intestinale della preda. In questo modo il lupo ha la possibilità di assumere grandi quantità di sostanze vegetali come frumento e piante erbacee, che la preda ha mangiato e digerito in precedenza. Tali sostanze sono ricche di elementi nutritivi, ben assimilabili dall’apparato digestivo del lupo. I restanti membri del branco devono accontentarsi della mera carne, in altre parole di quel che rimane della carcassa. Durante il pasto, il lupo affamato divora tutto il possibile per poi ritirarsi dal branco e rigurgitare le parti appena inghiottite. In seguito scarta le parti non commestibili e divora nuovamente quelle migliori.

Osservando con più attenzione la dentatura canina è chiaramente riconoscibile l’animale predatore. Si è infatti sviluppata per uccidere in modo fulmineo, spezzettare grossolanamente e ingoiare rapidamente. La salivazione inizia già prima della consumazione del pasto in modo da poter deglutire velocemente i pezzi più grossi. Tali pezzi grossi vengono addirittura trasportati nello stomaco tramite fasci muscolari che si muovono in modo serpeggiante!  In natura il lupo non ha il tempo di essere un gourmet. Mangiando in tale modo noi esseri umani correremmo il rischio di soffocare!

Anche il cane addotta un simile comportamento. Il proprietario di cani dovrebbe sapere che non è per nulla anomalo che il proprio animale rimetta il cibo appena divorato per poi ingoiarlo di nuovo. Noterà inoltre che il materiale rigurgitato potrebbe non esser stato digerito per niente. Come anche i lupi, i cani possiedono infatti uno stomaco deposito dove la digestione del cibo non avviene immediatamente, ma solo poco a poco. Sia cani, che lupi sono animali predatori e l’assunzione di sostanze vegetali e frumento avviene in forma predigerita oppure raffinata.

EPILOGO: I nostri cani e gatti condividono con noi gli spazi domestici, ma a livello di comportamento alimentare sono da considerare come LUPI e GATTI SELVATICI. Per garantire il benessere del proprio animale domestico, l’alimentazione corretta è una delle prerogative fondamentali.